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Giobbe 1:6 — Cosa è cambiato nel testo

Pubblicato il 28 luglio 2026 · Aggiornato il 16 settembre 2026

Scelta di traduzione · documentato · Consiglio Divino

Cosa legge la fonte — bene ha-elohim — 'the sons of God', the divine beings of the heavenly court, presenting themselves before the LORD (so the Hebrew, kept by the KJV and the Italians)

Cosa legge questa versione — hoi angeloi tou theou — 'the angels of God'; the Septuagint turns the council's divine sons into angels (again at Job 38:7, 'my angels' for the 'morning stars / sons of God')

Nell'ebraico, 'i figli di Dio' — membri del consiglio divino — vengono a presentarsi davanti al Signore. La Settanta li rende 'gli angeli di Dio', retrocedendo un consiglio di esseri divini a un grado di messaggeri; fa lo stesso in Giobbe 38,7, dove le 'stelle del mattino' e i 'figli di Dio' dell'ebraico diventano semplicemente 'i miei angeli' — un declassamento che il copto e l'etiopico, tratti dal greco, ereditano entrambi. È la stessa mossa che il greco compie in Deuteronomio 32,8. Il consiglio sopravvive nell'ebraico e nelle traduzioni posteriori; il greco lo declassa in silenzio.

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